Cavolfiore Romanesco Biologico

Famiglia: Brassicaceae.

Origine e Diffusione In Europa il cavolfiore è coltivato dal 500 d.C. La coltivazione della varietà romanesca si sviluppò nelle zone intorno Roma a partire dal 1800, e fu ottenuta da una selezione del cavolfiore. Tutt’oggi è ancora conosciuto come broccolo romanesco o cavolo cimoso. Pellegrino Artusi, critico letterario enogastronomico, durante i suoi viaggi nella penisola conobbe questo ortaggio ed inserì nella sua pubblicazione “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”, del 1891, una ricetta con questo ingrediente. Sono datati 1969-1973 alcuni Libretti Colonici ove vengono riportati i ricavi della vendita dei broccoli romaneschi.


A partire da:  1,25

Peso N/A
Quantità

Chilogrammi, 500 g.

Svuota
Periodo orientativo di raccolta

Da ottobre ad aprile.


Curiosità

La struttura delle infiorescenze che costituiscono il Cavolfiore Romanesco ricordano la matematica frattale e la sequenza di Fibonacci. Leonardo Pisano, conosciuto come il Fibonacci, fu un matematico italiano vissuto fra il 1175 e il 1235 circa. È conosciuto per la sua sequenza numerica composta da numeri interi positivi in cui ciascun numero corrisponde alla somma dei due precedenti. Un frattale è un elemento geometrica che appare sempre con le stesse caratteristiche e che ripete la sua struttura con le medesime caratteristiche a ogni livello di grandezza. Secondo Benoît Mandelbrot: «Un frattale è un oggetto geometrico fatto di parti in un certo senso simili al tutto.» Il termine frattale fu da egli coniato nel 1975 e deriva dal latino “fractus” ovvero frammentato, spezzato, data la struttura frazionaria degli elementi ripetuti.


Note

Tale ortaggio è ricco di provitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C, carotene, e sali minerali importanti come ferro, potassio, fosforo e zinco. Ha un alto contenuto di fibre. Possiede proprietà cicatrizzanti, diuretiche, antianemiche, antistaminiche, antiossidanti, depurative, vermifughe ed emollienti. Contiene sulforafano e isotiocianati. Il primo è quell’elemento che dà il caratteristico odore che si sprigiona durante la cottura, al quale suggeriamo di rimediare ad es. spremendo del succo di limone nell’acqua di cottura.

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