Esaurito

Cavolfiore bianco biologico

Famiglia: Brassicaceae.

Origine e Diffusione del Cavolfiore Bianco Il nome deriva dal latino “caulis” (cavolo) e “floris” (fiore). Si presume sia giunto in Italia attraverso gli scambi commerciali dei veneziani con Cipro, da allora la sua coltivazione si diffuse sempre più in tutta la penisola e nelle Isole, selezionando le specie. Ad Arezzo si trova un quadro, datato 1706, ove è raffigurato un grosso cavolfiore offerto per stima e sudditanza a Cosimo III. In occasione dei lunghi viaggi per nave, il Cavolfiore Bianco veniva imbarcato in grosse quantità sia per la sua resistenza che per le sue innumerevoli proprietà benefiche, ad es. per prevenire lo scorbuto, le affezioni polmonari ed i reumatismi e come lassativo. Questo ortaggio è ricco di acido folico, fibre, sali minerali quali calcio, iodio, zolfo, ferro, fosforo e vitamine A, B1 e B2, C, K e PP. Inoltre possiede proprietà remineralizzanti, antianemiche, antinfiammatorie, antibatteriche, antiossidanti, antipertensive, diuretiche, emollienti, cicatrizzanti, depurative e vermifughe. Il caratteristico odore che esala durante la cottura è dato dalla presenza di composti solforati, i quali possono essere compensati aggiungendo, ad es., nell’acqua di cottura dei pezzi di limone oppure delle foglie di alloro.


A partire da:  1,25

Quantità

500 g., 750 g., 1 kg.

Svuota
Periodo orientativo di raccolta

Da dicembre a maggio.


Curiosità

Questo ortaggio fa parte della famiglia delle Brassicaceae o Crucifere. Quest’ultimo termine è dovuto alla conformazione anatomica del fiore, il quale è costituito da quattro petali opposti due a due a formare una croce. Si tratta di una pianta a ciclo biennale, ove nel primo anno si svolge lo sviluppo dell’apparato radicale e della “palla”, ovvero la parte apicale di forma tondeggiante che rappresenta la parte edibile della pianta. Nel secondo anno, invece, l’ortaggio entra nella fase riproduttiva, sviluppando, quindi, i getti floreali e maturando i semi. Un omaggio al Cavolfiore si trova in letteratura. Carlo Collodi ne parla nel suo famoso “Le avventure di Pinocchio”, ove il protagonista accetta addirittura a merenda la ricompensa offerta dalla Fata Turchina: “un bel piatto di cavolfiore condito coll’olio e coll’aceto”.


Note

Questo ortaggio è ricco di acido folico, fibre, sali minerali quali calcio, iodio, zolfo, ferro, fosforo e vitamine A, B1 e B2, C, K e PP. Inoltre possiede proprietà remineralizzanti, antianemiche, antinfiammatorie, antibatteriche, antiossidanti, antipertensive, diuretiche, emollienti, cicatrizzanti, depurative e vermifughe. Il caratteristico odore che esala durante la cottura è dato dalla presenza di composti solforati, i quali possono essere compensati aggiungendo, ad es., nell’acqua di cottura dei pezzi di limone oppure delle foglie di alloro.

Prodotti correlati

Iscriviti alla newsletter

Rimani aggiornato su tutte le nostre novità

Cosa stai cercando?